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Iperidrosi |
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Trattamento |
Terapia Causale
Nei soli casi di iperidrosi secondaria, ha lo scopo ultimo di risolvere
la condizione patologica di base.
Obesità: Calo ponderale
Interruzione terapie farmacologiche
Malattie endocrine (ipertiroidismo): terapia specifica
Carcinoma prostatico: gli antiestrogeni consentono di ottenere generalmente dei risultati buoni in pazienti trattati con terapia ormonale
Menopausa: terapia
sostitutiva
Terapia Sintomatica
Trova indicazione nei seguenti casi:
Pazienti con iperidrosi essenziale
Pazienti con iperidrosi secondaria, non rispondenti a terapia causale
Pazienti psichiatrici, nei quali l'iperidrosi non è soltanto una conseguenza dell'instabilità emotiva, ma sembra esserne un fattore aggravante.
Metodiche
Antitraspiranti
I composti a base di alluminio sono tra
gli antitraspiranti più diffusi.
Agiscono determinando un'ostruzione dei pori tramite la coniugazione con
la cheratina ed evitando quindi che il sudore raggiunga la superficie
cutanea.
Purtroppo l'effetto ottenuto è temporaneo e ciò rende necessario
l'esecuzione di multiple e regolari applicazioni del prodotto.
Esistono diverse formulazioni dei composti a base di alluminio (spray,
applicatori roll etc.) e sono efficaci solo a livello ascellare nei casi
in cui la sudorazione non si eccessiva.
Risultano inefficaci nella sudorazione palmo-plantare.
In qualche paziente il cloruro di alluminio può causare reazioni
irritative o di sensibilizzazione della cute.
Altre sostanze (gluteraldeide, tannina) sono impiegate di rado in
quanto causano una colorazione brunastra della cute e dei vestiti.
Ionoforesi
Questo metodo può essere provato
qualora gli antitraspiranti risultino inefficaci.
Consiste nell'immergere le mani e/o i piedi in una soluzione
elettrolitica e nell'uso di una corrente continua a bassa intensità.
Non si conosce il preciso meccanismo di azione ma il risultato consiste
in una riduzione dell'attività delle ghiandole sudoripare per un certo
periodo di tempo.
Il trattamento deve essere eseguito pressochè quotidianamente per i
primi 10-15 giorni per una durata di 20'-30' a seduta; qualora si
ottenga la riduzione della sudorazione si potrà continuare.
Di solito si procede con 3 sedute settimanali e poi si riduce con
ripetuti trattamenti secondo le necessità personali.
I risultati sono variabili:
Alcuni pazienti che soffrono di iperidrosi lieve o moderata risultano soddisfatti da questo trattamento
Altri lo considerano inefficace e relativamente costoso, in più richiede parecchio tempo
L'assenza di risposta con le prime sedute comporta la rinuncia alla ionoforesi
E' di difficile esecuzione
nell'iperidrosi ascellare (anche se esistono elettrodi speciali) e non è
applicabile in pazienti con iperidrosi del tronco o generalizzata.
La ionoforesi è controindicata in gravidanza, nei pazienti portatori di
pacemakers, nei casi in cui siano presenti impianti metallici nelle zone
da trattare e in presenza di ferite cutanee.
Farmaci
Non esistono farmaci specifici contro
la sudorazione profusa.
Gli unici farmaci che possono essere assunti per via sistemica sono gli
anticolinergici ma i dosaggi necessari per raggiungere un effetto
accettabile, provocano effetti collaterali che diventano generalmente
insopportabili (disturbi del ritmo cardiaco, secchezza delle fauci,
stitichezza, difficoltà di accomodamento visivo).
Sono indicati, a basse dosi, solo nei pochi pazienti che soffrono di
ipersudorazione del tronco o generalizzata e nei pazienti per i quali
non è possibile attuare altri trattamenti terapeutici.
Psicoterapia
I risultati di un approccio
psicoterapeutico sono in genere scarsi in quanto i problemi
psicologici/psicosociali dei pazienti sono quasi sempre conseguenza del
disturbo e non causa.
La terapia psichiatrica o psicofarmacologica, in casi selezionati, è in
grado di aiutare il paziente ad accettare il disturbo.
Chirurgia - Asportazione delle ghiandole
sudoripare ascellari
Si tratta di un intervento per la cura
della sola iperidrosi ascellare.
Consiste nell'escissione localizzata di cute ascellare che in qualche
caso può dar luogo a problemi di natura infettiva (ascessi) o estetici
(cicatrici ipertrofiche e costrittive).
La rimozione chirurgica delle ghiandole a livello sottocutaneo può
offrire dei risultati più accettabili anche con l'impiego di una tecnica
simile alla liposuzione (asportazione delle ghiandole tramite
aspirazione).
I tempi di guarigione e recupero sono piuttosto lunghi e ci sono casi di
ricomparsa dei sintomi.
Estendendo l'escissione a 4-5 cm oltre il limite del cavo ascellare, i
risultati funzionali sono soddisfacenti ma il danno estetico è più
evidente.
Tossina Botulinica
La tossina del "Clostridium Botulinum"
somministrata tramite multiple iniezioni intradermiche locali previene
il rilascio di acetilcolina dalle terminazioni nervose con conseguente
blocco dell'impulso nervoso responsabile della stimolazione delle
ghiandole sudoripare.
Solo dopo svariati mesi, le terminazioni nervose riacquistano la
capacità di rilasciare nuovamente l'acetilcolina con graduale ripresa
della sudorazione.
Le iniezioni intradermiche devono essere eseguite in modo da coprire
uniformemente la superficie interessata dalla sudorazione.
L'effetto inibitorio dura da 4 a 14 mesi (secondo una modalità dose
dipendente).
Il trattamento può essere ripetuto.
In molti casi dopo 1 anno non viene raggiunto il livello di iperidrosi
iniziale pertanto per la maggioranza dei pazienti è sufficiente un
trattamento annuale, da ripetersi preferibilmente prima della stagione
estiva.
Purtroppo in una piccola percentuale dei casi trattati (5-10%) si
registra la formazione di anticorpi contro la tossina botulinica e ciò
riduce notevolmente l'efficacia della terapia e la durata dell'effetto.
In qualche caso una ripetizione del trattamento con dosaggi più elevati
può essere efficace.
Il maggior pregio di questo metodo è la quasi totale assenza di effetti
collaterali.
Eventuali effetti collaterali (iperidrosi compensatoria nelle zone
circostanti) sarebbero in ogni modo transitori.
La tossina botulinica può essere somministrata anche nelle forme
localizzate al viso, alle gambe e alle mani
Svantaggi:
- Costo molto elevato della sostanza
- Risultato non definitivo (4-14 mesi)
- Successo alle mani solo nel 60-70%
-Trattamento molto doloroso a livello di mani e piedi per mancanza di
anestesia adeguata
- Transitoria ipostenia della muscolatura della mano. con ripercussioni
sui movimenti fini (a volte l'ipostenia può divenire stabile)
- Non consigliabile al viso per possibili interferenze sulla mimica
(paralisi dei muscoli facciali)
In definitiva la tossina
botulinica appare come terapia di elezione per il trattamento
dell'iperidrosi ascellare nei casi refrattari agli antitraspiranti e a
prevalente manifestazione estiva.
Il trattamento dell'iperidrosi gustatoria con tossina botulinica sembra
dare buoni risultati senza grossi effetti collaterali.
Chirurgia del nervo
Simpatico
(Simpatectomia, Simpaticectomia,
Simpaticotomia, Neurocompressione)
Negli anni passati l'approccio
chirurgico per il trattamento di forma invalidanti di iperidrosi era
rappresentato dalla simpatectomia toracica "a cielo aperto", una tecnica
assai cruenta che comportava lunghi temi di convalescenza o degenza.
Tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 si sono sviluppate
nuove tecniche endoscopiche con invasività minima che hanno sostituito
definitivamente la tecnica a cielo aperto.
La tecnica endoscopica è molto sicura e, se adottata da un chirurgo
esperto in qusto tipo di procedura porta alla cura definitiva del
disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto
piccolissime cicatrici.
L'intervento da anche buoni risultati in casi di iperidrosi ascellare
costituendo una possibile alternativa agli interventi indirizzati alla
distruzione diretta delle ghiandole sudoripare in casi refrattari alla
tossina botulinica.
A ciascun lato della colonna
vertebrale scende con disposizione simmetrica, un lungo cordone nervoso
detto "catena del simpatico" che si estende dalla base del cranio fino
al coccige.
Intercalati su di essa sono i gangli (nodi nervosi) paravertebrali che
prendono il nome dalla regione che occupano.
Il principio della chirurgia del nervo simpatico è l'interruzione dei
nervi e gangli della regione cervico-toracica che trasmettono i segnali
alle ghiandole sudoripare.
E' possibile utilizzare due tecniche per ottenere tale risultato:
a) La simpatectomia classica
Consiste nella sezione/asportazione
delle fibre nervose e dei gangli corrispondenti al territorio corporeo
interessato dall'iperidrosi
b) La neurocompressione
(clamping)
Consiste nell'applicazione di clip sul
tessuto nervoso in modo da bloccare la trasmissione dell'impulso
nervoso.
Quest'ultima tecnica è più semplice, ha il vantaggio della reversibilità
nelle prime settimane postoperatorie ma non da le stesse garanzie di
successo della simpatectomia classica.
I soggetti con iperidrosi palmo-plantare combinata hanno una buona probabilità di miglioramento anche della sudorazione ai piedi dopo un intervento che mira ad alleviare la sudorazione ai palmi (circa 50-70%)
L'iperidrosi plantare isolata può essere invece trattata solo con la simpatectomia lombare, un intervento addominale a cielo aperto che non ha comunemente indicazioni
L'iperidrosi del tronco/cosce o generalizzata non è trattabile chirurgicamente.
LE DOMANDE PIU' FREQUENTI
Quali rischi comporta la chirurgia endoscopica?
Sindrome di Horner
(Miosi e ptosi palpebrale). La miosi consiste nella pupilla piccola
mentre la ptosi palpebrale nella caduta parziale della palpebra
superiore che da al soggetto l'aspetto di una persona appena alzata dal
letto. Tale complicanza scompare da sola oppure è correggibile con un
piccolo intervento di chirurgia plastica e comunque con la tecnica
endoscopica si osserva nello 0,5-1 % dei pazienti operati.
Pneumotorace: presenza di aria nel cavo pleurico. Normalmente l'aria viene riassorbita da sola. In casi estremi viene introdotto un drenaggio per facilitare la fuoriuscita dell'aria.
Sanguinamento: complicanza rara che viene trattata con tecniche di emostasi.
Recidiva: la recidiva post-operatoria avviene nell'1% dei casi. Può essere immediata o tardiva (mesi). Quella immediata è dovuta ad errori di tecnica ma in mani esperte è praticamente nulla, oppure ad anomalie anatomiche del nervo. Quella tardiva è dovuta alla ricostituzione del transito nervoso. Altre complicanze possono essere: congestione della mucosa nasale, infezioni a livello della ferita, sindrome dolorosa transitoria degli arti superiori (regredisce in 2-3 settimane)
Quali possono essere gli effetti collaterali?
Sudorazione compensatoria:
Nel 50-60% dei pazienti operati la scomparsa dell'ipersudorazione a
livello delle mani o delle ascelle si accompagna ad un aumento della
sudorazione dorso-lombare addominale o nelle cosce. Raramente (0,5-1%)
tale sudorazione compensatoria raggiunge livelli invalidanti.
Normalmente viene ben tollerata in quanto una sudorazione anche cospicua
alla schiena è sempre meglio accettata di una sudorazione al viso o alle
mani. Le persone a rischio sono maschi, sopra i 40 anni, obesi e persone
molto sportive con muscoli ben sviluppati. Si può prevenire scegliendo
accuratamente il livello del blocco del nervo simpatico (T2, T3 o T4) e
provocando un danno minimo allo stesso.
Iperidrosi gustatoria: In alcuni pazienti si può avere sudorazione al viso nel mangiare determianti cibi.
Cosa significano T2, T3 o T4?
Queste sigle indicano l'altezza della
sezione nervosa. L'iperidrosi al viso o l'eritrofobia necessitano un
intervento a livello T2 mentre la sudorazione alle mani può essere
trattata con l'intervento a livello di T3 o T4. In generale vale la
regola: più alto è il blocco nervoso (es:T2) più aumenta il rischio di
sudorazione compensatoria. Più basso è il blocco nervoso (es:T4) minore
è la sudorazione compensatoria ma è maggiore il rischio di recidive.
Ogni caso va comunque discusso separatamente. Non esiste un intervento
standard applicabile a tutti. Gli interventi su T3 o anche su T4 offrono
una minore sudorazione compensatoria permettendo un ritorno minimo e
tollerabile di sudorazione alle mani ed alla fronte dopo i primi 6 mesi.
Chi non può essere operato?
L'intervento chirurgico è
controindicato in tutti quei soggetti affetti da gravi malattie
che sconsigliano l'esecuzione di un anestesia generale, da alterazioni
della coagulazione o da malattie della pleura (es: pleuriti o
tubercolosi) e da pregressi interventi chirurgici sul torace che,
determinando la formazione di aderenze pleuriche impediscono il ricorso
alla chirurgia mininvasiva.
Quanto è lunga la degenza?
La degenza è in media 2-3 giorni. Il
ritorno ad un lavoro di ufficio è normalmente possibile entro 3-4 giorni
postoperatori. L'attività sportiva è possibile dopo circa 2-3 settimane.
Come viene eseguito l'intervento di
simpatectomia?
L'intervento viene eseguito in
anestesia generale. Tramite 3 piccole incisioni di piccoli millimetri
vengono introdotte in torace una telecamera e piccoli strumenti (pinze
da presa e dissettore) in modo che il tronco del nervo simpatico possa
essere isolato, sezionato ed asportato. Questo viene fatto
bilateralmente. L'intervento dura circa 1 ora ed il paziente si sveglia
con le mani asciutte. Viene eseguita una terapia antidolorifica.
Clipping or Cutting / Schiacciare o Tagliare?
Il blocco della trasmissione nervosa
del nervo simpatico può essere ottenuto mediante sezione del nervo o
tramite compressione con clip. Il clipping può risultare inefficace nel
bloccare l'attività nervosa ma ha il vantaggio di poter essere rimosso
in caso di sudorazione compensatoria massiccia.
L'intervento è reversibile?
L'intervento può essere reversibile.
Nei casi in cui vengono applicate le clip, queste possono essere rimosse
con un altro intervento toracoscopico. Se il nervo è stato tagliato può
essere eseguito, sempre toracoscopicamente, un innesto nervoso. Viene
prelevato 4 cm di nervo surale dal piede (senza effetti collaterali) e
viene innestato a livello del taglio tramite colla alla fibrina. I
risultati, dopo rimozione della clip nei primi mesi dopo l'intervento
sono buoni con miglioramento della sudorazione compensatoria. I
risultati della ricostruzione del nervo simpatico sono invece
discordanti.
SIMPATECTOMIA ENDOSCOPICA - Note di tecnica operatoria
L'intervento richiede da una a tre piccole aperture: una per il blocco ottica/videocamera, le altre due per gli strumenti toracoscopici. L'accesso per l'ottica è situato sul V spazio intercostale sulla linea emiclaveare (nella donna si pratica nel solco sottomammario mentre nell'uomo è periareolare). Gli accessi per gli strumenti sono situati sul IV spazio intercostale lungo le linee ascellari anteriore e media (nel cavo ascellare). Le dimensioni degli accessi sono minime (0,5 - 1 cm) e in definitiva si trovano disposti ai vertici di un triangolo a base superiore. L'intervento consiste nell'interruzione definitiva bilateralmente del nervo o dei nodi (gangli) che trasmettono i segnali nervosi alle ghiandole sudoripare mediante sezione e/o asportazione con elettrobisturi o con bisturi armonico.

